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Appena inizi ad andare su due ruote a motore non hai ben chiaro quale sia l’abbigliamento moto adeguato. In poco tempo ti accorgi che tutte le cose più pesanti che hai non vanno bene a trattenere il freddo né tantomeno l’acqua. Alla prima caduta ti accorgi che di andare con la felpina d’estate non è proprio cosa. Inizi allora a fare ricerche sulle caratteristiche dei prodotti in circolazione, cominciando a capire le differenze tra pelle e cordura, a cosa serva il kevlar, i livelli di omologazione. Girando per le varie marche di abbigliamento moto un amico mi fece vedere il sito di Rev’it!, che riportava prodotti ben fatti a prezzi interessanti.

Rev’it fu una bella scoperta

pantaloni revit sand2 giacca outback abbigliamento moto

Rev’it! Outback e Sand2. L’abbigliamento è buono, il pilota un po’ meno.

Sette anni fa presi il primo giubbotto in pelle fatto da loro e lo usai anche per viaggiare in estate verso il Caucaso. Mi sembrò di aver fatto una follia ma l’anno dopo, mentre attraversavo in agosto l’aridità sabbiosa del Kazakhstan con addosso un traforato estivo, mi resi conto che era ora di prendere qualcosa a più strati da usare in ogni clima, con una resistenza all’acqua almeno decente e la possibilità di ventilare il corpo senza però esporlo al vento secco e caldo che disidrata rapidamente. Per due anni mi sono portato in giro una giaccia Outback da casa al lavoro, per tutta l’Italia e fino ai Balcani mentre i pantaloni Sand2 mi hanno accompagnato nelle lunghe trasferte e nei viaggi oltreconfine.

A metà del giro del mondo, a Bangkok, li ho rispediti a casa:

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Con Mr Siam Panda Rider, l’importatore thailandese di Rev’it!, che ci ha consegnato i nuovi completi

Rev’it! Ha deciso di fornire supporto a me e Peppina per il nostro viaggio, facendoci trovare nella capitale thailandese due completi nuovi di pacca: Defender Pro GTX per me e Sand Ladies per lei con tanto di guanti per entrambi. Iniziare a collaborare con un marchio a cui si è affezionati non ha prezzo, ma è anche meglio non sentire più le lamentele di Peppina che finalmente ha una giacca come Cristo comanda. In Sud America avrò modo di testare per bene il nuovo equipaggiamento che ho trovato di ottima fattura non appena l’ho indossato, con ampie aperture per la ventilazione e tasche abbastanza grandi da contenere tutto quello che serve senza intralciare con la borsa da serbatoio. E forse riuscirò a godermi il silenzio delle steppe argentine senza il “Marooonn’ ch’ càver’ !” della mia signora che mi ha trapanato i timpani per tutta l’Asia.

 

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