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L’incontro con Motociclismo All Travellers rientra in quelle strane congiunture che siamo soliti chiamare botte di culo. Mentre ero impegnato nel lancio della prima timida versione di questo blog, la rivista Motociclismo lanciava la sua sezione dedicata ai viaggi in moto. Iniziarono con una pagina facebook in contemporanea a uno spazio sulla rivista cartacea, ai quali seguì un vero e proprio sito web. La chiamarono All Travellers perché il loro obiettivo era di dare vita a una community di viaggiatori e appassionati che avesse poi un riscontro nella vita reale.

Motociclismo All Travellers. porte aperte a nuovi viaggiatori

Gli ho scritto, ci siamo incontrati all’EICMA 2013, ci siamo piaciuti. A loro piacevano le mie foto e i miei scritti, a me piaceva il fatto che, mentre proponevo loro il mio progetto di un giro del mondo, mi davano modo di spiegare per bene le mie intenzioni. Il test generale fu un articolo su un breve giro nei posti intorno a dove sono cresciuto, usato come pretesto per raccontare la storia degli ultimi 150 anni di quella terra. Scrivere per una rivista era per me una cosa completamente nuova, ma con pazienza mi aiutarono a capire come mettere su un pezzo che potesse funzionare.

Una finestra sul mondo

La rivista ha deciso di darmi voce con una finestra mensile sulle proprie pagine per raccontare il nostro Giro del Mondo, continuando questa sorta di tirocinio anche a distanza di chilometri e diverse ore di fuso orario. Non è cosa facile comunicare in queste condizioni, ma siamo riusciti insieme a raccontare storie di un pezzo di mondo. Certo è il loro lavoro ed è scontato che lo sappiano fare. Meno scontato è che una rivista che si occupa di moto vada oltre paesaggi e gastronomia, cercando di raccontare il mondo nella sua complessità. E la cosa mi piace assai.

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La partenza per il giro del mondo dalla sede di Motociclismo, con Mario Ciaccia e Paola Verani. Foto Mario Ciaccia

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