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Una moto non è fatta solo di motore, telaio e circuiti elettrici. E’ banale, ma spesso si dimentica (io dimentico) che una componente fondamentale sono le sospensioni. Lo è in pista e in città. Lo è anche e soprattutto in viaggio. Che la Ténéré 660 non brilli in quanto a sospensioni di serie è risaputo e ne ebbi prova quando mi cappottai in Kazakhstan a pieno carico nel 2012.

Nella primavera del 2013 misi alla ricerca di un’officina sospensioni moto

Feci un po’ di ricerche e Maxx di Sporcoendurista.it mi fece il nome di SP Suspension. Lo contattai e mi piacque subito per chiarezza e precisione: nell’arco di una telefonata dissipò il caos accumulato dopo la lettura di pagine di forum, articoli specialistici e leggende metropolitane su molle progressive e lineari.

Ci accordammo sul prezzo e due settimane dopo ero lì nella piccola officina di Alessandro, a Campagnano Romano. Ci mettemmo così tanto a incontrarci per il fatto che nei weekend è quasi sempre impegnato con le moto dei pistaioli a Vallelunga.

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Passiamo insieme un intero sabato: smontando pezzo per pezzo le forcelle prima e poi il mono, me ne spiega fattura e funzionamento: gli spostamenti dei fluidi, a cosa servono, le differenze tra i vari tipi di molle. Scopro che nelle forcelle ci sono i “flauti“, dei cilindri forati che regolano la velocità dell’olio.Montiamo le molle progressive della Hyperpro, più lunghe delle originali e adeguate all’uso turistico on/off. Sostiuisce l’olio, lucida gli steli.

Con un cronometro misura il tempo di svuotamento dei contenitori dove raccoglie l’olio, per controllarne la fluidità. Lo fa per ogni stelo, mostrandomi le differenze di velocità tra l’olio esausto e quello nuovo.

Al posteriore, oltre a cambiare la molla, opera una revisione con modifica.

Il mono della Sachs è revisionabile ma solo in parte: si può cambiare l’olio ma non l’azoto. Per ovviare a questa mancanza di progetto, Alessandro pratica un foro nel serbatoio dell’azoto e applica una valvola della WP.

Infine sostituiamo i cuscinetti di sterzo originali con un paio di più robusti SKF e i leveraggi del mono con un paio più lunghi, per abbassare l’altezza di 25 mm.  Per quanto posso (poco) lo aiuto nelle operazioni, mentre gli racconto dei miei viaggi a cui si appassiona non poco. Alessandro esegue tutte le operazioni con calma e precisione quasi snervanti e mantiene la calma anche quando io, al suo posto, avrei dato ripetute capate alla moto mandando affanculo lei e il suo proprietario. Come quando abbiamo dovuto montare lo scarico sinistro per accedere al mono . Ma lui non perde la calma, ne’ si concede a soluzioni sbrigative.

Controlla e ricontrolla, smonta e rimonta se non va bene. Alla fine della lunga giornata mi ritrovo una motina che sembra nuova per come prende la strada: non scodazza più e le forche non lievitano durante le accelerazioni. E con la soddisfazione di aver trovato  un nuovo guru a cui affidarmi. Nell’estate successiva ho avuto modo di provare questo nuovo assetto nel viaggio tra Balcani e Romania, in due e a pieno carico. In nessuna situazione, anche in fuoristrada, ho mai avuto perdita di controllo o di aderenza: Sofia è sempre stata impeccabile. A saperlo, avrei fatto prima questa modifica.

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